ANNO 9 n° 292
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Maria Sestina, ''La lesione dorsale compatibile con gli scalini''
L'avvocato Cococcia, legale di Landolfi Cudia, rivela altri particolari sulla perizia

VITERBO – La soluzione del giallo sulla morte di Maria Sestina Arcuri, la ragazza deceduta a Belcolle dopo un volo dalle scale, ruota tutta intorno alla consulenza tecnica. La superperizia sarebbe stata depositata in procura lo scorso 15 marzo, lo stesso giorno in cui il pm titolare, Franco Pacifici, ha chiesto la misura cautelare dell’arresto per Andrea Landolfi Cudia, il fidanzato della ragazza indagato per omicidio. Le risultanze investigative quindi, secondo la procura, escluderebbero l’ipotesi – sostenuta dal ragazzo - dell’incidente. Il gip di Viterbo però ha respinto la richiesta e per questo la procura ha presentato ricorso al tribunale del Riesame.

L’avvocato Luca Cococcia, difensore di Landolfi Cudia, si dice fiducioso: ''il gip evidentemente non ha ritenuto, sulla base delle risultanze investigative, che ci siano a carico del mio assistito indizi di colpevolezza così gravi da applicare la misura dell’arresto ma anche qualsiasi altro tipo di misura cautelare meno afflittiva. Quanto alla consulenza, c’è stata un po’ di confusione sulle indiscrezioni che sono uscite''. ''La perizia – afferma l’avvocato Cococcia – non dice che la ragazza è stata lanciata nel vuoto''. Il trauma riportato dalla giovane sarebbe compatibile con quello che ‘’usualmente si ha nelle cadute da precipitazione''. L’impatto a forte velocità avrebbe provocato la frattura dell’occipite.

''In base alle risultanze dei consulenti della Procura – dice ancora l’avvocato Cococcia – non ci sarebbe stato rotolamento ma caduta dall’alto delle scale. Ma nella perizia si parla anche di assoluta compatibilità tra la lesione dorsale della ragazza e gli scalini. Se è caduta dall'alto, come spiegare questa lesione da dietro?''.

''Forse gli elementi emersi non sono poi così certi – dice ancora il legale – Avendo fatto la procura ricorso al tribunale del Riesame, saranno depositati tutti gli atti di indagine e anche noi avremo un quadro più completo''.

Stringato, invece, il commento del capo procuratore Paolo Auriemma: ''Siamo convinti di aver fatto un misura cautelare molto ampia come numero di pagine, dal nostro punto di vista non c'è solo quanto è emerso dall'autopsia ma anche tanti altri elementi che il giudice ha vagliato, ritenendoli più o meno validi''.



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