ANNO 9 n° 261
Manuel Pecci resta ai domiciliari
Il Riesame: ''C'è il pericolo di reiterazione dei reati e inquinamento delle prove''

 

VITERBO - (a.v.) Operazione Erostrato, Manuel Pecci rimane agli arresti domiciliari.

Lo ha deciso il tribunale della libertà chiamato a pronunciarsi per la seconda volta sulla richiesta di revoca o di alleggerimento della misura cautelare per il giovane imprenditore viterbese, titolare di un salone di bellezza in via Maria Santissima Liberatrice, arrestato all'alba del 25 gennaio insieme ad altre 12 persone con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il riesame aveva già bocciato la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare lo scorso 1 marzo. Il collegio difensivo, formato dagli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili, aveva quindi presentato appello alla Corte di Cassazione, che con sentenza del 20 maggio aveva disposto l'annullamento della decisione e il rinvio al tribunale ordinario di Roma per un nuovo esame.

Il 27 maggio è arrivato il verdetto: il 29enne resta ai domiciliari perché esiste il pericolo di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove. Secondo i giudici di piazzale Clodio, infatti, ''è di tutta evidenza che misure non custodiali lascerebbero all'indagato una eccessiva libertà di movimento e sarebbero quindi del tutto insufficienti per prevenire la reiterazioni dei reati''. Gli arresti domiciliari, quindi, sono l'unica misura ''idonea a salvaguardare dal pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio'', osservano i magistrati. 



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