ANNO 9 n° 322
''L'urgenza è il campo di allenamento. La Viterbese è un traino per tutto''
Parla il consigliere comunale, e super tifoso gialloblu, Francesco Serra

di Andrea Arena

VITERBO – Il dibattito è ufficialmente aperto. Con una premessa: la politica c'entra relativamente. Qui semmai sono in gioco le sorti (si spera progressive, si spera soprattutto magnifiche) della Viterbese e per esteso e di riflesso di tutto lo sport del capoluogo. Perché se i gialloblu stanno per toccare il cielo – la Lega Pro – con un dito, c'è soltanto da guadagnarci. A patto che ci si faccia trovare pronti.

Qui le ultime novità sulla squadra che torna ad allenarsi oggi

Dopo che il patron Camilli ha mandato dei messaggi civili (''La città ci stia vicino, dai tifosi agli imprenditori fino alle istituzioni'') e la replica del sindaco Michelini (''Presto daremo a Camilli le risposte che chiede''), vale la pena ascoltare Francesco Serra. Perché il cardiologo può godere di un punto di vista particolare, se vogliamo unico: consigliere comunale di maggioranza (fino ad un mese fa era il capogruppo del Pd, maggior partito dell'alleanza che sostiene Michelini) ma soprattutto grande tifoso della Viterbese. Domenica dopo domenica lo si può trovare seduto al solito posto: nella terza, quarta fila dall'alto della tribuna, mezzo Toscano in bocca, spesso col cugino Massimo Onofri (scrittore, professore universitario), nonché con prole al seguito. Tutti, ovviamente, con sciarpa gialloblu al collo.

Serra, ha visto? Camilli chiede più attenzione alla città.

''Che lo sport viterbese abbia bisogno di maggiore considerazione credo sia un pensiero condivisibile. Così come penso che gli sarà data. Vale per la Viterbese, ma naturalmente anche per tutte le altre realtà, per le società sportive. Anzi, direi che la promozione dei gialloblu possa essere anche un formidabile assist per trascinare tutto il movimento. Questo, fatti i debiti scongiuri visto che il traguardo ancora non è matematicamente sicuro''.

Dicono i tifosi: ci vorrebbe uno stadio nuovo.

''Piano, piano. Partiamo dalle necessità più urgenti, e anche più facilmente realizzabili. Per esempio dal campo di allenamento, che è un bisogno immediato per una squadra che ha tutto il diritto di preparare le partite in una sede fissa e confortevole, senza essere costretta a spostarsi di qua e di là''.

Anche perché la prossima stagione comincia a luglio…

''Appunto. Il tempo è il fattore decisivo. Ma sono convinto che dal Comune possa arrivare una risposta concreta a stretto giro di posta, magari già dal prossimo bilancio. Me lo auguro di cuore''.

I sognatori sognano, appunto, anche uno stadio nuovo.

''Sistemata la questione campo d'allenamento credo che si possano gettare le basi, o comunque iniziare ad affrontare il discorso, anche di un impianto che prenda il posto del Rocchi. Certo, parliamo di un progetto futuribile, a lunga gittata, ma proprio perché la Viterbese è in ascesa, e ad ascoltare il patron non vuole fermarsi, sarebbe il momento giusto per iniziare a parlarne. Ma qui avrei qualcosa da dire''.

Prego.

''E' naturale che un'amministrazione comunale non possa costruire uno stadio, specie coi tempi che corrono. Non ci riescono a Roma, né a Milano, figuriamoci in una realtà di provincia come la nostra. Camilli questo lo sa, e lo ha anche fatto capire''.

Intende quando ha chiamato in causa gli imprenditori viterbesi?

''Esatto. E per imprenditori non s'intendono soltanto i costruttori, che pure qui non mancano e che giustamente fanno il loro lavoro. Ma un intero tessuto economico, quello cittadino, che da una Viterbese vincente potrebbe trarre soltanto vantaggio. Così come potrebbe trarre vantaggio l'universo delle società sportive e degli altri sport, delle realtà grandi o piccole. La Viterbese protagonista sarebbe un volano per tutti''.

E il Comune, allora, cosa può fare?

''Penso, ma la mia è una riflessione, alla concessione dei terreni. Camilli ha parlato della Teverina, ma ci sarebbe anche la Volpara, dove Palazzo dei priori è proprietario di diversi spazi, che a quanto mi risulta oggi sono inutilizzati. Lì doveva sorgere anche il centro agroalimentare… Certo, lo stadio sarebbe soltanto una delle cose da realizzare: intorno potrebbero sorgere tante altre attività. E con la Trasversale un domani questa zona sarebbe collegata in modo rapido e comodo''.

E del vecchio, carissimo, Rocchi, Serra cosa ne farebbe?

''Personalmente ho sempre immaginato che lo stadio potesse diventare un'area verde complementare a Pratogiardino, magari collegata e attrezzata, a disposizione di tutti i cittadini per l'attività sportiva''.

C'era anche un progetto, all'epoca.

''Non lo so. Ma ripeto: non voglio fare polemica e ritengo che il Comune possa dare in tempi rapidi tutte le risposte e le assicurazioni alla Viterbese e, di conseguenza, al mondo sportivo cittadino. Dico soltanto che è un'occasione unica, questa qui, affinché le istituzioni svolgano un ruolo da protagoniste''.

Serra, lei da quando va allo stadio?

''Da quando ero piccolo. Dalla prima promozione in C. Con mio padre, con mio cugino. Una volta ci appostammo anche dal meccanico sotto Pratogiardino: due piccoli portoghesi. Mi ricordo Memmo Giusti, Toto Mecarini, i personaggi storici insomma…''

Lo sa che Camilli ha consigliato al sindaco di nominare al più presto un assessore o un delegato allo Sport che voglia bene alla Viterbese? Si ritrova in questo identikit?

''Ma no. Sono pronto a dare il mio contributo, da consigliere comunale e da tifoso. Sono certo che anche in questo Michelini sceglierà in tempi rapidi la persona giusta''.



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