ANNO 9 n° 143
L'ex terrorista morì d'infarto in carcere,
condannati due medici
''Non offrirono una giusta assistenza'': dovranno risarcire i familiari del 59enne

VITERBO – (b.b.) Per il tribunale viterbese, nei giorni immediatamente precedenti al fatale infarto che non lasciò scampo all’ex br Luigi Fallico, non offrirono una giusta e adeguata assistenza medica: per questo ieri mattina sono stati condannati per omicidio colposo due medici in servizio all’interno del carcere di Mammagialla.

Si tratta di Agostino Mecarini e Pier Paolo Marghiriti, per i quali il giudice Silvia Mattei, dopo quasi un’ora di camera di consiglio, ha disposto rispettivamente 4 e 6 mesi di condanna – con sospensione condizionale della pena – e il pagamento di un risarcimento danni in favore delle tre parti civili. Tutti famigliari dell’ex br, avranno diritto subito a 10mila euro di provvisionale e poi, in sede civile, a nuove cifre.

Morto all’alba del 22 maggio del 2013 nel suo letto, nella cella numero 25 della casa circondariale di Mammagialla, Fallico sarebbe stato stroncato da un infarto, così come confermò l’autopsia disposta al tempo dalla Procura.

''Era da giorni che accusava dolori al petto, alle spalle, alle braccia e alla testa

- aveva sottolineato in aula un suo vicino di sezione - Pochi giorni prima della sua morte si è anche accasciato a terra durante l’ora d’aria. Si vedeva che non stava bene...''

Cinquantanove anni, Fallico era stato arrestato l’11 giungo 2009 con l’accusa di costituzione di banda armata. Era considerato uno dei fondatori delle nuove brigate rosse che stavano ogranizzando un attentato a La Maddalena, dove avrebbe dovuto svolgersi il G8 poi traferito a L'Aquila. Fu trasferito da Catanzaro a Viterbo nel 2010 poiché era sotto processo davanti alla Corte d’Assise di Roma.

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