ANNO 7 n° 143
La Tuscia stretta nella morsa del gelo
Il freddo darà clemenza giovedì, ma da venerdì temperature in picchiata

VITERBO - Non accenna ad allentarsi la morsa del gelo nella Tuscia e nel resto d’Italia. Per tutto il mese di gennaio il maltempo invernale imperverserà in lungo e largo nella nostra provincia, a causa delle frequenti irruzioni gelide dirette verso il Mar Meditarreneo. Le temperature rimarranno glaciali fino alla giornata di giovedì, quando l'ingresso di correnti occidentali più miti e umide favorirà un rialzo termico, restituendo le medie tipiche del periodo. Ma durerà poco, appena 24 ore: da venerdì, un richiamo di aria fredda artica farà crollare le colonnine nuovamente in tutta la Penisola. Nel weekend, nella Tuscia, minime oscillanti tra i -3 e i – 4 e massime tra i 2 e i 4 gradi.

Una notizia che non farà piacere ai tanti agricoltori e allevatori della zona.

''Abbiamo visto tutti quanti la gravità della situazione per quanto riguarda i danni – dice Mauro Pacifici, presidente di Coldiretti Viterbo -, siamo stati esonerati dal discorso neve e questo ci fa piacere, ma il problema delle gelate non è da poco: tubature per l’irrigazione scoppiate, danni diretti alle colture, perdita di reddito per gli allevamenti ovini, aumenti di consumo delle scorte di fieno e interi raccolti andati persi. Tutta una serie di problematiche tipiche dell’inverno, ma pesanti in questa maniera diventano dure da gestire per un’azienda agricola. Soprattutto in un periodo di difficoltà del mercato come questo''.

''Decine di comuni sono stati colpiti ma i danni maggiori - prosegue Pacifici - sono stati nella zona di Tarquinia, dove abbondano le coltivazioni orticole. Le serre hanno avuto un aggravio dei costi perché sono state riscaldate, non solo nelle ore notturne ma anche in quelle diurne. Per quanto riguarda le coltivazioni a pieno campo non si è salvato nulla: carciofi e finocchi sono andati completamente persi e anche per broccoli e broccoletti ci sono state perdite ingenti. Tra le 80 e le 100 aziende sono state seriamente colpite, con danni per centinaia di migliaia di euro. Abbiamo già sollecitato la Regione ad attivare le misure straordinarie perché non è un problema che riguarda solo la Tuscia ma tutto il Lazio''.

''Abbiamo esortato - spiega -, e continueremo a esortare, le aziende agricole a fare un’autocertificazione per la conta dei danni aziendali e a consegnarle ai Comuni di competenza o all’Ispettorato Agrario. Questo, perché nel caso in cui venga riconosciuto a livello regionale quello che stiamo chiedendo, cioè lo stato di calamità naturale, le autocertificazioni faranno parte del computo dei danni che potranno essere presi in considerazione per gli indennizzi''.

''Speriamo che il tempo sia clemente – conclude -, anche se le previsioni non sono delle migliori''.




Facebook Twitter Rss