ANNO 9 n° 293
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''Daniele massacrato da Pavani, dal pregiudizio, dall'indifferenza...''
I genitori del 43enne ucciso a maggio del 2018 si sfogano in una lettera: ''Il terrore di nostro figlio, la durata delle percosse, delle coltellate subite ci tormentano''

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo una lettera da parte dei genitori di Daniele Barchi, ucciso all'interno del suo appartamento in via Fontenella del Suffragio, nel maggio 2018.

A processo per omicidio volontario aggravato è finito Stefano Pavani, 32enne di Corchiano, per cui la magistratura ha chiesto una condanna a 15 anni e 4 mesi di carcere:

''In merito al processo a carico del Pavani la cui udienza di discussione si è tenuta ieri 4 luglio innanzi al GIP del Tribunale di Viterbo, i genitori del povero Daniele Barchi esprimono tutto il loro dolore, mai sopito, e fortemente rinnovato avendo rivissuto durante la discussione tutte le fasi dell’azione delittuosa che ha condotto al massacrato il loro unico figlio ad opera del Pavani e della sua compagna.

Sentire invocare clemenza per l’assassino con l’applicazione di tutte le attenuanti possibili a suo favore rispetto a quanto subito da Daniele è stata una ulteriore ferita mortale.

Restano convinti i Barchi che Daniele sia stato massacrato non solo dal Pavani ma dal pregiudizio, dalla indifferenza e dalle tante omissioni di chi avrebbe dovuto tenere ristretto un soggetto come il Pavani già giudicato più volte pericoloso. “L’idea che quel delitto fosse stato consumato in un contesto di marginalità sociale e di degrado psicologico, accomunando Daniele al Pavani ed alla sua compagna è un pregiudizio che ha condizionato tutta l’indagine” tengono a dichiarare i Barchi. In effetti Daniele non era affatto stato abbandonato dai sui genitori che con cadenza almeno quindicinale lo raggiungevano da Gaeta e gli fornivano tutti i mezzi economici di cui avesse bisogno. “

Abbiamo assecondato il suo desiderio di autonomia ed indipendenza acquistando ben due appartamenti in Viterbo, senza, comunque, mai fargli mancare la nostra presenza ed il nostro affetto. Le vessazioni subite ad opera del Pavani e della Cerretani ce le ha sempre tenute nascoste. L’idea del terrore in cui Daniele è stato costretto a vivere per giorni e la durata delle percosse, delle coltellate e della violenza subita ci tormenta e non ci fa più vivere. Ce l’abbiamo anche con chi ha visto Daniele pochi giorni prima del fatale epilogo con il volto tumefatto e non ha fatto nulla per aiutarlo. Ora vogliamo far conoscere a tutti come è stato ridotto Daniele e vi chiediamo di pubblicare una locandina che nella immediatezza dei fatti ci fu sconsigliato di pubblicare. E’ l’espressione del nostro profondo rammarico.”

Avvocato Pasqualino Magliuzzi, su richiesta dei coniugi Barchi

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