ANNO 9 n° 321
''Carenza di educatori di sostegno nelle scuole''
Luisa Ciambella chiede al sindaco e all'assessore Sberna di convocare un tavolo istituzionale

Riceviamo e pubblichiamo da Luisa Ciambella

VITERBO - Stiamo assistendo ad un inizio di anno scolastico molto complicato per tanti bambini e ragazzi e le loro famiglie. Due le ragioni, la prima è di competenza del comune di Viterbo e l’altra dello Stato.

Mi giungono segnalazioni ormai da giorni che l’assistenza scolastica in continuità non è sempre garantita e spesso non a tutti coloro che ne hanno diritto. Le ragioni sono sempre di natura burocratica e frutto di una sottovalutazione del problema a monte tipica dell’amministrazione Arena. Infatti, sembra che la legge abbia stabilito che il compenso orario per questi insegnanti non sia più equiparato agli operatori socio- sanitari ma agli educatori, inserendo così un costo aggiuntivo per i comuni e diciamolo finalmente un elemento di equità per queste persone.

Al momento il Comune di Viterbo ha risposto come sa rispondere, con l’improvvisazione, barcamenandosi, spiegando che la responsabilità non è del comune ma di forze oscure esterne e che i fondi che mancano per dare copertura al servizio sono stati chiesti alla ragioneria per eventuali variazioni di bilancio. Allora, iniziamo a dire che le famiglie non possono aspettare l’inizio della scuola come è capitato e sta capitando per sapere che non avranno l’educatore in continuità, non possono attendere con il cappello in mano gli eventi che investono gli enti locali.

Non parliamo di cose ma di persone. Di persone peraltro speciali! Mi viene da sorridere di un sorriso veramente amaro quando sento questi genitori riportare le più fantasiose delle informazioni ottenute più o meno ufficialmente. Se poi uniamo a questo il fatto che le graduatorie degli insegnanti di sostegno sono esaurite e quindi a tutt’ora si vive nell’incertezza, ne vengono fuori dei drammi umani di cui nessuno sente il peso, tantomeno di farsene carico. I problemi che oggi le amministrazioni locali si trovano a fronteggiare sono veramente difficili ma quelli di questa natura non possono essere trattati superficialmente alla stregua degli altri. Rappresentano la priorità. Il Comune di Viterbo oggi è riuscito a dare una risposta su tre alle famiglie interessate, la questione rasenta l’indecenza per un Paese che si dice democratico e che deve garantire il diritto allo studio.

Chiedo all’assessore Sberna e al Sindaco Arena di convocare un tavolo istituzionale chiamando tutti i dirigenti scolastici degli I.C. della città e i vertici dell’ufficio scolastico provinciale per poter capire l’entità del fenomeno e insieme dare risposte immediate interrompendo questo gioco dell’oca fatto sulle spalle dei nostri ragazzi migliori che non lo meritano.

 

Luisa Ciambella

Capo gruppo PD




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