ANNO 8 n° 262
Baby squillo a San Faustino, processo al via per uno degli sfruttatori
I complici già condannati con rito abbreviato a sette anni di reclusione

VITERBO – Baby squillo a San Faustino, nel pieno centro storico viterbese. Al via il processo a uno dei presunti sfruttatori.

A finire alla sbarra il 37enne F.I., di nazionalità rumena con l’accusa di sfruttamento di prostituzione minorile. In un appartamento nel cuore della città avrebbe insieme ad altri due amici, una coppia di coniugi suoi connazionali, costretto due giovani ragazze a vendere il proprio corpo. Una di loro anche minorenne.

Per il 37enne, l’unico a scegliere la via del rito ordinario, ora è giunto il momento del processo davanti al tribunale del Riello. Per i coniugi invece, che hanno optato per il rito abbreviato, sono già arrivate le condanne: sette anni alla moglie, nove al marito, ridimensionate in Appello rispettivamente a tre anni e quattro mesi e tre anni e otto mesi.

A far scattare le indagini, che portarono all’operazione Libertà e all’arresto del trio di sfruttatori nel 2015, le segnalazioni di alcuni cittadini, che avevano notato uno strano via vai all’interno di una palazzina di via delle Mura. Quindi appostamenti, ronde e controlli per circa due mesi da parte dei carabinieri viterbesi e poi le manette.

Quello gestito dai due coniugi - e presumibilmente da F.I. - sarebbe stato un giro d’affari da centinaia di euro al giorno: il prezzo delle prestazioni sessuali variava, infatti, dai 50 ai 200 euro a cliente. Fino a raggiungere costi maggiori per il servizio domiciliare.

Le ragazze sfruttate, tra cui una minorenne, avrebbero percepito al mese un compenso pari a 400 euro: soldi che, stando a quanto riferito agli inquirenti, le giovani spedivano alle loro famiglie in Romania per aiutarle economicamente.

F.I. e il suo legale, l’avvocato Luigi Mancini, torneranno in aula all’udienza del prossimo 16 ottobre.

 

VITERBO - 




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