ANNO 9 n° 341
Avrebbe rapinato una cartoleria a Montefiascone, ma gli amici: ''Era con noi a Viterbo''
Il ragazzo sarebbe stato riconosciuto dalla vittima per via di un sopracciglio rasato

di Barbara Bianchi

MONTEFIASCONE – Sarebbe entrato in una cartoleria di Montefiascone, mentre un suo amico faceva fuori da palo. E poi, dopo aver spento la luce per non farsi riconoscere, avrebbe intimato alla proprietaria di consegnargli tutto l’incasso. Circa mille euro, di cui poi si sarebbero perse le tracce.

Per questo un giovane nigeriano residente nel centro di accoglienza falisco, è finito a processo per rapina. Secondo la ricostruzione dell’accusa sarebbe stato tradito da un particolare del viso: il sopracciglio sinistro parzialmente rasato. Un segno inconfondibile che non lascerebbe scampo a dubbi, così come dichiarato in aula dalla proprietaria dell’attività, ancora visibilmente sconvolta per quanto accaduto.

Peccato che la difesa del giovane sia pronta a dimostrare il contrario: il ragazzo, che assieme ai compagni si sarebbe spostato in giro per la provincia con i pullman non avendo a disposizione alcun mezzo privato, dai tabulati telefonici risulterebbe a Viterbo, in via Carlo Cattaneo pochi minuti prima del colpo alla cartoleria.

''E’ improbabile che in venti minuti sia riuscito a prendere l’autobus, arrivare a Montefiascone e derubare l’attività'' ha spiegato l’avvocato Lorenzo Lepri. A sua difesa, anche un paio di amici che di fronte al giudice Silvia Mattei hanno sottolineato: ''Era con noi quel pomeriggio. Siamo stati sempre insieme e siamo tornati al centro di accoglienza alle 7 e mezza, con l’ultimo pullman da Viterbo''.

Alla prossima udienza si deciderà se disporre una perizia sul cellulare del giovane imputato, poi si arriverà alla sentenza.




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