ANNO 9 n° 292
Accusato di aver ucciso il cognato, al via il processo al 75enne Aldo Sassara
Le parti civili: ''Un omicidio efferatissimo dovuto ad una forte litigiosità''

TUSCANIA – (b.b.) A distanza di tre anni dal ritrovamento del corpo senza vita di Angelo Gianlorenzo nelle campagne alle porte di Tuscania, al via, ieri mattina, il processo in Corte d’Assise per il cognato, il 75enne Aldo Sassara, accusato del suo omicidio volontario.

Per la magistratura sarebbe stato lui, dopo una lite scoppiata alcuni giorni prima, a colpire a morte il famigliare, il 14 agosto del 2016, lasciandolo senza vita riverso a terra. A fare la macabra scoperta il figlio della vittima, preoccupato dal lungo silenzio e dalla prolungata assenza del padre.

Costituitosi parte civile assieme alla madre e alla sorella, era presente ieri in aula ed è pronto a chiedere giustizia.

Un’udienza interlocutoria, quella che si è svolta di fronte alla giuria popolare e ai due giudici Maria Rosaria Covelli e Silvia Mattei, in cui le parti hanno formulato le proprie richieste di prova: il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha chiesto di ascoltare oltre venti testimoni e di depositare le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche sull’utenza di Sassara, mentre i legali delle parti civili di depositare anche il video che inchioderebbe il 75enne. Quello in cui si vedrebbe l’uomo cambiarsi la camicia sporca di sangue, dopo aver commesso il reato.

Nessuna decisione, però da parte del tribunale: ammesse le testimonianze orali, i giudici si sono riservati sull’utilizzo nel processo di tutti i documenti audio e video.

''Si è trattato di un omicidio efferatissimo – ha sottolineato l’avvocato di parte civile Giovanni Bartoletti – realizzato con un movente ben preciso: una forte litigiosità tra i due cognati''.

E mentre il procedimento a carico del 75enne è pronto ad entrare nel vivo alla prossima udienza di inizio luglio, emergono nuovi e tristi risvolti sulla sua vita privata: l’uomo, rappresentato dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Colabrelli, pare stia combattendo contro una malattia giunta ormai alla fase terminale, ma è comunque intenzionato a presenziare alle udienze fino a che gli sarà possibile.

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