ANNO 9 n° 262
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Debiti e soluzioni
Ho più debiti che patrimonio, cosa posso fare?
L'avvocato Norberto Ventolini risponde alle domande dei lettori

Torna su Viterbonews 24 la rubrica ''Debiti e soluzioni'' curata dall'avvocato Norberto Ventolini esperto della legge sul Sovrindebitamento. Ogni domenica il legale approfondirà un aspetto di questa legge e/o risponderà alle domande dei lettori. Per contattarlo si può scrivere all'indirizzo mail redazione@viterbonews24.it

Sono Luciano V. la mia situazione prevede un indebitamento complessivo di gran lunga superiore al mio patrimonio, che si limita ad una abitazione di proprietà. Vorrei capire se la procedura di liquidazione, che prevede la vendita del patrimonio, mi può aiutare a risolvere la situazione di sovraindebitamento.

Caro lettore,

la procedura richiamata dalla L. 3/2012, che da qualche settimana stiamo esaminando, si è posta il problema di risolvere la crisi da sovraindebitamento. Tra le soluzioni, come da lei indicato, è prevista la liquidazione del patrimonio che permette, a certe condizioni, il superamento della crisi da sovraindebitamento anche se il ricavato dalla vendita del patrimonio del debitore non sa sufficiente a pagare i debiti nei confronti dei creditori.

La liquidazione del patrimonio è uno strumento residuale, cioè, che può essere adottato tutte le volte che non sia possibile definire la situazione debitoria mediante il piano del consumatore o l’accordo con i creditori.

L’obiettivo della legge è proprio quello di concedere la possibilità al debitore di superare lo stato di sovraindebitato, per debiti che, per i motivi più vari legati alla vita delle persone, non possono più essere onorati.

Nell’ambito della liquidazione, e proprio per garantire la possibilità del superamento della crisi da sovraindebitamento, la norma prevede lo strumento della esdebitazione, rendendo inesigibili i debiti che non sono stati soddisfatti all’esito della procedura di liquidazione.

Come nel suo caso, se la vendita dei beni nell’ambito della procedura di liquidazione non permette di pagare tutti i debiti, può comunque ottenere la liberazione da tali debiti rimasti insoddisfatti, mediante lo strumento della esdebitazione.

È doveroso evidenziare che gli effetti della esdebitazione non sono automatici e prevedibili sin dall’inizio della procedura. Infatti, la legge prevede che gli effetti della esdebitazione sono subordinati ad una precisa domanda che deve essere svolta al giudice entro un anno dalla fine del periodo di quattro anni di durata della procedura di liquidazione.

Se ne ricorrono le condizioni previste dalla norma, il giudice dichiara inesigibili nei confronti del debitore i crediti non soddisfatti integralmente.

Le condizioni per poter accedere alla strumento della esdebitazione, sono e seguenti. Citando la legge:

“Il debitore persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali e non soddisfatti a condizione che:

a) abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonché’ adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;

b) non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;

c) non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;

d) non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall’articolo 16;

e) abbia svolto, nei quattro anni di cui all’articolo 14-undecies, un’attività produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un’occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;

f) siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione.

L’esdebitazione è esclusa:

a) quando il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali;

b) quando il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.

3. L’esdebitazione non opera:

a) per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari;

b) per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché’ per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti;

c) per i debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura delle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi.”

La previsione dell’istituto del beneficio della esdebitazione è nuovo nel nostro ordinamento, inserito di recente nella riforma del diritto fallimentare, precedente al nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza.

Lo scopo di questa evoluzione normativa, ancora in discussione ed evoluzione, prende il via dal Chapter 11, la procedura di ristrutturazione dei debiti statunitense che ha ispirato la riforma del diritto fallimentare un po' in giro per il mondo.

Come dimostra la legislazione Europea, la quale anch’essa è stata ispirata dalla legge americana, ha inserito negli obiettivi della ristrutturazione del debito, l’effetto de refresh start, o della seconda opportunità, che può avere effetti tangibili solo se i crediti non pagati integralmente vengono dichiarati inesigibili dal debitore.

Quindi, tornando alla sua domanda, ritengo di poter rispondere che la procedura di liquidazione del patrimonio prevista dalla l. 3/2012 è la condizione necessaria per poter accedere al beneficio della esdebitazione, che dovrà essere richiesto al giudice all’esito della procedura. Verificate tutte le condizioni, il giudice dovrà dichiarare inesigibili nei suoi confronti tutti i debiti non soddisfatti integralmente.

Cari saluti.

Avv. Norberto Ventolini




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